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Dentro una creazione a uncinetto: il viaggio invisibile del fatto a mano

  Quando si osserva un capo a uncinetto finito, spesso si vede solo il risultato: la forma, il colore, il punto. Quello che resta invisibile è il percorso che lo ha portato a esistere. Eppure è proprio lì, in quel processo silenzioso, che una creazione handmade trova il suo vero valore. La scelta che viene prima di tutto: il filato Ogni lavoro a uncinetto inizia molto prima del primo punto. Inizia dalla scelta del filato , un passaggio che non è mai puramente estetico. Il filato determina il comportamento del capo, la sua struttura, la sua durata nel tempo. Tatto, peso, elasticità e resa sono elementi che guidano la mano ancora prima dell’uncinetto. Scegliere un filato significa immaginare come quel materiale reagirà ai punti, alla luce, all’uso quotidiano. È una decisione tecnica, ma anche intuitiva. Il punto giusto non è sempre il primo Spesso il punto che sembra perfetto sulla carta non lo è una volta lavorato. Ed è qui che entra in gioco l’esperienza: osservare, valutare, cam...

Il linguaggio segreto del crochet nell’Ottocento

  Immagine creata con Ai Quando pensiamo all’uncinetto dell’Ottocento, immaginiamo spesso salotti silenziosi, mani pazienti e lavori decorativi destinati alla casa. In realtà, dietro quei punti regolari e apparentemente innocenti, si nascondeva molto di più: un vero e proprio linguaggio non scritto, fatto di simboli, scelte cromatiche e motivi ricorrenti. Un’arte che parlava senza parole In un’epoca in cui l’espressione personale – soprattutto femminile – era fortemente limitata, le arti tessili diventarono uno spazio sicuro di comunicazione. Il crochet, in particolare, permetteva di raccontare qualcosa di sé senza dirlo apertamente. Ogni elemento del lavoro poteva trasmettere un messaggio: ⚫il tipo di punto scelto, a ripetizione o meno di un motivo, ⚫la complessità della lavorazione, persino il tempo dedicato a un manufatto. ⚫Chi sapeva osservare, sapeva anche leggere. ⚫Motivi e significati simbolici Molti motivi decorativi non erano casuali. Alcuni esempi: 🌸Motivi floreali: asso...

Il mio primo fallimento creativo (e perché è stato importante)

  Il mio primo vero fallimento creativo non è stato un semplice errore: è stato un incontro ravvicinato con la realtà, di quelli che ti fanno sospirare profondamente e chiederti se non fosse meglio dedicarsi al giardinaggio. Ricordo ancora quel progetto come se fosse lì, nel cesto dei lavori da rivedere — o da perdonare. Avevo immaginato un capo meraviglioso: colori perfetti nella mia testa, punti che sulla carta sembravano svolazzare leggeri, un’idea talmente bella che già vedevo le foto finali. Poi, però, è arrivato il momento di trasformare il sogno in filo… e il filo ha deciso di farsi beffe di me. Il risultato? Una forma improbabile, un punto che non rendeva affatto come nelle mie prove e un’armonia cromatica che sembrava più la scelta di un pittore miope in una giornata storta. L’ho guardato a lungo, quel lavoro. Prima con incredulità, poi con un pizzico di irritazione, e infine con un sorriso amaro: “E va bene, oggi hai vinto tu.” Ma proprio lì, in quel mezzo disastro creati...

Coerenza nella qualità: la promessa che vale ovunque, online e dal vivo

  Nel mondo dell’handmade, la qualità non è un dettaglio tecnico: è una vera e propria promessa. Una promessa che deve rimanere identica in ogni contesto — che il tuo lavoro venga venduto online, consegnato a mano, esposto in un mercatino o realizzato su commissione. La cliente che acquista da te si aspetta che ogni tua creazione rispetti alcuni pilastri fondamentali: 🛑 Materiali adeguati e scelti con criterio Che tu mostri il prodotto in una foto o lo porga di persona, il valore percepito nasce dalla cura nel selezionare filati adatti, resistenti, piacevoli al tatto e coerenti con lo scopo del progetto. 🛑Finiture precise e costanti Un bordo ben rifinito, cuciture stabili, tensione uniforme: questi aspetti parlano per te più di mille parole. Online vengono notate nelle macro-foto, dal vivo si percepiscono subito toccando il capo. 🛑 Una lavorazione che rispetti uno standard Non si tratta di perfezione assoluta, ma di coerenza: la tua lavorazione deve essere riconoscibile come “la...

Le icone di moda nascoste: perché l'uncinetto non passa mai di moda

Immagine creata con AI Se c'è una cosa che io amo dell'uncinetto, è la sua assoluta resilienza nel mondo volatile della moda. A differenza di molte tecniche che fanno un breve giro di giostra e poi spariscono, l'uncinetto è sempre tornato in auge in ogni decennio chiave del XX secolo, adattandosi e ridefinendo sé stesso. Questo dimostra che il crochet non è mai una semplice tendenza; è una vera e propria icona di stile nascosta. Il ciclo di vita dell'eleganza La versatilità dell'uncinetto gli ha permesso di rivestire ruoli completamente diversi nel tempo:  * Anni '20: Pizzo Sospirato. In quest'epoca di eleganza e leggerezza, l'uncinetto era utilizzato per creare pizzi delicati e raffinatissimi. Si lavorava con filati sottilissimi per replicare l'aspetto del costoso merletto, adornando abiti da sera e accessori con un tocco di lusso discreto.  * Anni '70 : L'Esplosione Psichedelica. Il crochet subì una trasformazione radicale. Diventò il vess...

Il manuale di Penelope

  Il manuale Penelope è un punto di riferimento fondamentale per la storia del crochet moderno. Per secoli, il sapere del crochet è stato un tesoro tramandato in modo orale, di madre in figlia, di nonna in nipote. Ogni punto, ogni motivo era legato alla memoria muscolare e alla voce di chi insegnava. Poi, un piccolo libro cambiò tutto, segnando la nascita ufficiale e documentata dell'uncinetto moderno. Penelope: Il manuale che codificò la magia Questo piccolo ma rivoluzionario libro, pubblicato nei Paesi Bassi (che all'epoca includevano parte del Belgio, da cui proveniva il manuale), ebbe un impatto enorme:  * Codifica Ufficiale: Per la prima volta, un sapere popolare e domestico veniva catalogato, illustrato e reso accessibile a chiunque sapesse leggere. Le tecniche complesse, fino ad allora gelosamente custodite, venivano "scritte".  * Dalle mani alla pagina : Penelope conteneva illustrazioni dettagliate di punti e motivi. È interessante notare come molti di questi...

La matassa che sono: Le difficoltà che non si vedono

🔵 Capitolo 3 Quando pubblico una mia creazione, spesso ricevo complimenti. E li apprezzo con il cuore, davvero. Ma a volte mi chiedo: cosa vedono le persone, davvero? Vedono il lavoro finito, ordinato, armonioso… magari anche fotografato bene. Quello che non si vede è tutto ciò che c’è stato prima. Non si vedono le serate passate a districare nodi con le mani stanche, né i progetti disfatti all’ultimo giro perché “non convincevano”. Non si vedono le volte in cui ho lasciato lì il lavoro perché ero troppo stanca, ma anche troppo delusa da me stessa per continuare. Non si sente quel silenzio un po’ amaro quando ti rendi conto che, nonostante l’impegno, non sempre il risultato è quello che avevi immaginato. Ci sono giorni in cui l’uncinetto mi sembra un’estensione naturale di me, e altri in cui è una lotta. Giorni in cui ogni punto scorre e altri in cui sbaglio anche le cose più semplici. Eppure, alla fine, torno sempre lì. Torno a quel gesto che conosco a memoria, che mi riporta in me a...

🌷 Una storia di fili, coraggio e sogni: Francesca e il mondo di Wolly Yarn Shop

  A volte, dietro un gomitolo, si nasconde molto più di un filo. Si intrecciano storie, mani, sogni e quella forza silenziosa che solo chi ama il proprio lavoro conosce davvero. Oggi voglio raccontarvi la storia di Francesca, la mente e il cuore dietro Wolly yarn shop ,un piccolo grande brand nato in provincia di Modena, dove ogni matassa parla di impegno, passione e rispetto per ciò che si crea. 🌼 Un sogno nato nel silenzio del periodo COVID Francesca ha deciso di avviare la sua attività nel periodo COVID, quando tutto era ancora incerto, ma la voglia di ripartire era fortissima. Ha iniziato con un piccolo locale, tanta determinazione e un amore infinito per i filati di qualità. Poi, passo dopo passo, ha scelto di investire in un capannone più grande, trasformando il suo sogno in una realtà concreta e coraggiosa. 🌿 Una missione green , etica e piena di cuore Ma Wolly Yarn Shop non è una semplice attività di vendita di filati. Francesca ha scelto una missione etica e sostenibile:...

Il vero valore dell'handmade

La storia nascosta in ogni mio punto Oggi vorrei riflettere su un concetto fondamentale: il valore dell'handmade. Un oggetto fatto a mano non è semplicemente un prodotto, come un maglione comprato in fretta o un accessorio seriale.  È, invece, una storia di tempo, pazienza e dedizione. Ogni singolo punto che creo porta con sé la mia energia, l'idea che l'ha ispirato e le ore di lavoro investite.  Quando scegli un pezzo fatto a mano, non stai solo acquistando qualcosa; stai acquisendo un'emozione e una storia unica. Questo, per me, è il vero e profondo valore dell'handmade. L'ingrediente segreto: tempo non quantificabile Nella nostra cultura della velocità, il tempo è spesso visto come un costo da ridurre. Ma nel mondo dell'uncinetto e della creazione a mano, il tempo è l'ingrediente più prezioso. Ogni progetto inizia molto prima del primo punto: c'è la ricerca del filato perfetto, la progettazione del modello, e le ore dedicate ai prototipi. E poi c...

Oltre la bellezza: quando il design emoziona

  Un buon design non è solo bello, ma anche piacevole da usare e da sentire. Spesso, quando pensiamo al design, la prima cosa che ci viene in mente è l'aspetto estetico: un'auto elegante, un mobile dalle linee pulite o un'app con un'interfaccia accattivante.  E, in effetti, la bellezza visiva è una componente fondamentale. Ma un design veramente efficace va ben oltre. Deve essere un'esperienza che coinvolge non solo la vista, ma anche il tatto e le emozioni. L'importanza della sensazione Prendi, ad esempio, un oggetto di uso quotidiano. La tazza che usi per il caffè ha una forma che si adatta perfettamente alla tua mano? La superficie è liscia e piacevole al tocco? O un maglione: è la lana morbida o pizzica sulla pelle? Anche se non ce ne rendiamo conto, questi piccoli dettagli sensoriali influiscono enormemente sul nostro giudizio.  Un design che non solo è funzionale, ma che ci fa anche sentire bene, crea un legame più profondo e duraturo. È il motivo per cui ...

La Scelta del filato: una storia di successo (o disastro) 🧶

  Se c'è una cosa che ho imparato, è che la scelta del filato non è una decisione da prendere alla leggera. È un po' come scegliere il compagno di viaggio per un'avventura: se sbagli, l'esperienza può diventare un incubo.☺️  Il filato giusto può trasformare un'idea abbozzata in un capolavoro, mentre quello sbagliato può farti venire voglia di nascondere il progetto sotto il letto e fingere che non sia mai esistito.🤦‍♀️ Eccoti quindi alcuni consigli per affrontare la scelta in po' di più a ❤️leggero!!! ✅ Il Tipo di fibra: chi vuoi che sia il tuo protagonista?  * Lana: La regina incontrastata del calore e della morbidezza. È elastica e perfetta per capi che devono avvolgere, come sciarpe, cappelli e maglioni confortevoli. Pensa a come si comportano le pecore in inverno... la lana non delude mai. 🐑😊  * Cotone: Il paladino della definizione. Ideale per punti complessi, amigurumi e progetti estivi. Non è elastico come la lana, ma tiene bene la forma, quindi se vuo...

Come spiegare il valore delle tue creazioni a chi compra

🌟 Io valgo – Puntata 3 “Perché costa così tanto? Ma l’hai fatto tu, non è mica di marca...” E lì, respiri, sorridi… e ti chiedi: come glielo spiego? Spiegare il valore del fatto a mano non è questione di giustificarsi, ma di raccontare. Chi compra non conosce il tuo mondo come lo conosci tu: non sa quante ore ci vogliono per un certo punto, non immagina il costo di un buon filato, non percepisce il lavoro invisibile dietro una creazione. E il tuo compito è farlo vedere… con le parole giuste. 🎯 Non giustificare: racconta Il primo errore è iniziare a snocciolare numeri e calcoli appena qualcuno chiede il prezzo. Invece, porta il cliente dentro la tua storia: racconta perché hai scelto quel filato, quale ispirazione ti ha guidata, quanto è raro un certo punto o particolare. Non dire: “Il filato è costato X e ci ho messo Y ore” Di’: “Ho scelto un cotone che resiste nel tempo e mantiene la morbidezza, e il punto a stella che vedi è uno dei più elaborati da realizzare.” 🧵 Fai toccare con ...

Come scelgo i colori per i miei progetti all’uncinetto: tra istinto, emozione e stagioni

Quando mi chiedono come scelgo i colori per i miei progetti, la verità è che… non ho una formula magica.🧙🧙  Nessuna ruota cromatica, nessuna teoria scientifica: spesso vado a sentimento, come si dice dalle mie parti. È un po’ come quando entri in una stanza e sai subito se ti senti a casa oppure no. Ecco, i colori per me funzionano così: devono farmi sentire bene. La scelta parte sempre da una scintilla:💥 a volte è un’idea che si fa strada nella mente, altre volte è un filato che mi strizza l’occhio dallo scaffale come per dire: 👀“Ehi, lo facciamo un giro insieme?” ✨Dipende tutto da quel momento speciale in cui progetto e filo si incontrano. Di solito nasce prima l’idea: butto giù qualche schizzo, prendo appunti, faccio prove di punti, li osservo come si comportano insieme. E lì i colori iniziano a suggerirmi una direzione, a raccontarmi una storia. ⛱️D’estate mi piacciono le tinte pastello, leggere, come se fossero colori appena sussurrati. E poi c’è lui, il rosa, il mio color...

Imparare a credere nel proprio valore (anche quando dubiti)

  A volte non è il mondo a sottovalutare ciò che facciamo. A volte siamo noi a farlo per prime. Parlare di prezzi giusti, di valore delle creazioni, di rispetto per il lavoro artigianale è fondamentale. Ma tutto questo rischia di crollare in un attimo se manca la base: 💬 la fiducia in noi stesse. ✨ Quella vocina fastidiosa nella testa... “Non sono poi così brava.” “Chi vuoi che compri proprio da me?” “Magari abbasso un po’ il prezzo, così non sembrerò presuntuosa.” Ti suonano familiari? È quella vocina invisibile che si insinua tra un punto basso e un punto alto, e che riesce a farci sentire in difetto… anche quando stiamo creando qualcosa di meraviglioso. La chiamano sindrome dell’impostore, ma nel mondo dell’handmade ha mille sfumature: la paura di chiedere il giusto, il timore di non essere “abbastanza”, il bisogno continuo di giustificarsi. 💡 Ma da dove nasce questa insicurezza? Spesso da esperienze passate: ✅un parente che ti dice “ma che ci vuoi guadagnare con l’uncinetto?”...

Come scegliere il giusto uncinetto in base al filato

  Scegliere l’uncinetto giusto per il filato non è solo una questione tecnica, ma anche creativa. 👉Ecco 3 consigli base per non sbagliare: ✅1. **Controlla l’etichetta**: il filato indica spesso il numero consigliato dell’uncinetto. È un ottimo punto di partenza. ✅2. **Fai una prova**: se il punto ti sembra troppo stretto o rigido, prova a salire di mezzo numero. Se è troppo largo, scendi. ✅3. **Adatta lo stile**: per capi morbidi (sciarpe, copertine), meglio un uncinetto più grande. Per lavori definiti (amigurumi, borse), scegli uno più piccolo. 💬 Consiglio extra: crea una “scheda personale dei tuoi filati preferiti” con il numero di uncinetto che ti ha dato i risultati migliori. Ti sarà utile in futuro! 🎯 Un piccolo cambio di uncinetto può fare una grande differenza. 🌹E tu conoscevi questi consigli? O ne hai altri che usi? Scrivilo qui sotto nei commenti 

Il mio primo fallimento creativo (e cosa mi ha insegnato)

  C’è sempre una prima volta… anche per i disastri. Il mio primo “fallimento creativo” aveva la forma di una sciarpa. O meglio, avrebbe dovuto averla. Doveva essere lunga, elegante, con un motivo traforato che avevo visto su una rivista. Invece è venuto fuori un coso. Un coso strano, arricciato su un lato, tirato sull’altro, con una forma che sembrava… boh, un lombrico stanco. E sai la cosa peggiore? Ci avevo messo una settimana. Con tutta la convinzione di chi si sente già “designer delle meraviglie”. Alla fine del settimo giorno, invece di ammirarla con orgoglio, ho guardato quel pezzo di filo con delusione. E ho pensato: “Non fa per me”. Poi ho fatto una cosa che oggi, ripensandoci, mi fa sorridere: ho disfatto tutto. Ho tirato via ogni punto, lentamente, come a dire al filo: “Ok, ricominciamo da capo. Ma stavolta insieme”. Quella “sciarpa mancata” è diventata poi una presina. La presina più storta del mondo, ma anche la prima creazione che ho finito con il sorriso. Perché avevo...

L’UNCINETTO NELLA MODA HAUTE COUTURE: TRADIZIONE E INNOVAZIONE SULLE PASSERELLE

  L’uncinetto non è solo un’arte domestica o un hobby creativo: negli ultimi decenni, ha conquistato un posto d’onore nel mondo della moda haute couture, diventando simbolo di raffinatezza, artigianalità e ricerca estetica. Dalle passerelle di Parigi a quelle di Milano, il lavoro all’uncinetto è stato reinterpretato da grandi stilisti, trasformandosi in elemento distintivo del lusso contemporaneo. 🔹 1. Un’arte antica reinterpretata L’haute couture valorizza l’unicità e la lavorazione a mano: in questo contesto, l’uncinetto si inserisce perfettamente grazie alla sua natura artigianale, lenta e precisa. L’elemento “imperfetto” del fatto a mano è diventato sinonimo di esclusività, in netta contrapposizione con la produzione di massa. 🔸 Fonte: Vogue Italia – “Il ritorno del crochet sulle passerelle” (2022) The Guardian – “Why crochet became high fashion” (2021) 🔹 2. Stilisti che hanno celebrato il crochet Molti designer di alta moda hanno inserito l’uncinetto nelle loro collezioni c...

Il punto sbagliato...

  Pagina 3 del Diario di una Creativa  "Avevo seguito il tutorial alla lettera. Ma a metà del lavoro ho capito che il punto era sbagliato. Il bello? Mi piaceva di più così." C'è un momento, nella vita di ogni creativa, in cui l'errore bussa alla porta e tu puoi fare due cose: rimediare oppure... sorridere e continuare. Perché c’è una magia sottile nel momento in cui sbagli. Un’imperfezione che ti racconta. Un filo che esce dai margini del previsto per diventare… tuo Ma da dove nasce questa paura di sbagliare? Dalla scuola, dai confronti, dal perfezionismo travestito da amore per il dettaglio. Dall’idea che esista un modo giusto per creare. Come se la creatività fosse una ricetta, invece che un’avventura. E allora facciamo pace con gli errori. Mettiamo un fiocco colorato attorno ai nostri sbagli e chiamiamoli esperimenti. Perché magari, quel punto che “non era previsto”, è il primo passo verso qualcosa di nuovo. Di diverso. Di autentico. Confessione semiseria: Ho disfa...

La creatività non basta: serve anche lo studio.

  In ogni attività che si rispetti, non ci si può improvvisare. Nemmeno nell’uncinetto. Nemmeno nella comunicazione. Sono una persona perfezionista, ma soprattutto curiosa. Amo imparare, sperimentare, capire come e perché le cose funzionano. E da quando i social sono diventati parte del mio mondo creativo, ho capito una cosa fondamentale: anche qui, serve preparazione. Buttare contenuti a caso non basta. Non l’ho mai fatto, e nemmeno cercato "i numeri a tutti i costi", ma ho compreso quanto sia importante saper comunicare con consapevolezza. E così ho incontrato figure nuove: i Social Media Manager. Persone preparate, con cui ho seguito corsi, ascoltato consigli, cambiato prospettiva. Il risultato?  Un modo nuovo – e più efficace – di raccontarmi, restando me stessa, ma con uno sguardo più attuale. Perché anche questo è crescita. La morale? Non smettere mai di essere curiosi. Di studiare.  Di voler imparare. Perché, davvero, c'è sempre qualcosa da scoprire.

Io, il gomitolo e il caos

Pagina 2 del Diario di una Creativa "💬Avevo deciso di sistemare l’angolo creativo. Adesso ho perso l’uncinetto numero 4, ho trovato tre progetti dimenticati e ho iniziato una sciarpa. A luglio." Essere una creativa non significa solo “avere talento” o “fare cose belle con le mani”. Significa convivere con un piccolo caos quotidiano che ti guarda dalla scrivania e dice: “Ti va di giocare?” Non c’è ordine che tenga: puoi avere la scatola perfetta per i filati, i segnapunti catalogati per colore, il taccuino dedicato ai progetti futuri. Eppure… Basterà un’idea alle 23:41, una foto su Pinterest, un nuovo gomitolo irresistibile, e tutto l’ordine si trasforma in tempesta (creativa, s’intende). Caos non è disordine. È fermento . 📌È il cantiere sempre aperto della mente creativa. È quel momento in cui ti rendi conto che stai lavorando contemporaneamente a: 📌una borsa iniziata a marzo 📌un top che “tanto è veloce” 📌un coprispalle per l’inverno prossimo (o per il prossimo prossimo)...