Sul confronto, sull'invidia e su quella strana difficoltà che abbiamo nel dire semplicemente: “Che bello quello che hai fatto”.
C'è una cosa strana che succede nel mondo creativo.
Vediamo una creazione bellissima.
La guardiamo.
Pensiamo:
“Wow, è davvero bella.”
E poi, qualche secondo dopo, arriva quel pensiero che preferiremmo non avere.
“Perché a lei arrivano così tanti complimenti?”
Oppure:
“Perché il suo post ha ricevuto centinaia di reazioni e il mio quasi niente?”
E magari subito dopo ci sentiamo persino in colpa per averlo pensato.
Perché non è molto elegante ammettere di essere infastiditi dal successo di qualcun altro.
Eppure penso che sarebbe più onesto riconoscere che questa sensazione, almeno qualche volta, può capitare.
Soprattutto quando si crea.
Perché quando mettiamo qualcosa di nostro davanti agli altri, inevitabilmente ci mettiamo dentro anche un pezzetto di noi.
E quindi quando qualcuno riceve attenzione per qualcosa che ha creato, mentre il nostro lavoro rimane quasi inosservato, è facile iniziare a confrontarsi.
Lei è più brava? Ha più talento? Ha più fortuna?Ha un pubblico migliore? Cosa ha che io non ho?
E senza accorgercene, quella che era semplicemente una bella creazione diventa uno specchio nel quale cominciamo a cercare i nostri difetti.
Ma forse c'è un'altra possibilità.
Forse possiamo guardare quella creazione e fermarci prima del confronto.
Possiamo semplicemente dire:
“Che bello quello che hai fatto.”
Punto.
Senza aggiungere:
“Però io...”
Senza pensare a quanti like abbiamo noi.
Senza chiederci quanti follower ha lei.
Senza trasformare ogni bella cosa che vediamo in una gara alla quale non avevamo nemmeno deciso di partecipare.
Perché la creatività non dovrebbe essere una gara.
E soprattutto, il successo degli altri non è una sottrazione dal nostro.
Se una persona riceve cento complimenti, non significa che ne rimangano novantanove in meno per noi.
Se una creazione viene condivisa mille volte, non significa che la nostra abbia perso valore.
Se qualcuno trova il proprio pubblico, non significa che noi abbiamo perso il nostro.
Eppure sui social sembra che facciamo sempre più fatica a ricordarcelo.
Forse perché siamo continuamente messi davanti ai risultati degli altri.
👉Vediamo il post che ha fatto migliaia di visualizzazioni.
👉La creazione diventata virale.
👉Il progetto copiato e ricopiato.
👉La persona che sembra avere sempre nuove idee.
E molto meno spesso vediamo tutto quello che c'è dietro.
❌Le giornate in cui non ha creato nulla.
❌I progetti venuti male.
❌Le fotografie rifatte dieci volte.
❌I post ignorati.
❌I dubbi.
❌Le difficoltà.
Vediamo il risultato.
E lo confrontiamo con il nostro dietro le quinte.
Non è proprio una gara ad armi pari.
Ma c'è anche un'altra cosa sulla quale vale la pena riflettere.
🌼Sostenere un'altra creativa non ci rende più piccoli.
🌹Lasciare un commento sincero non significa regalarle il nostro successo.
🦋Condividere una bella creazione non significa perdere il nostro pubblico.
🌷Fare i complimenti a qualcuno non significa ammettere di essere meno brave.
Significa semplicemente riconoscere qualcosa di bello.
E forse sarebbe bello tornare a farlo più spesso.
Non soltanto quando possiamo ricavarne qualcosa.
Non soltanto quando l'altra persona ci restituisce il commento.
Non soltanto quando abbiamo bisogno di farci vedere.
Ma perché ci è piaciuto davvero.
Perché dietro quella creazione c'è qualcuno che ha dedicato tempo, fantasia e passione a qualcosa che prima non esisteva.
E quella persona, proprio come noi, probabilmente ogni tanto ha bisogno di sentirsi dire:
“Hai fatto una cosa bella.”
Non credo che questo significhi essere ingenui.
Non significa nemmeno ignorare le dinamiche dei social, dove visibilità, numeri e concorrenza esistono eccome.
Significa soltanto scegliere che tipo di ambiente creativo vogliamo contribuire a costruire.
Possiamo continuare a coltivare ognuna il nostro piccolo orticello, guardando con sospetto quello del vicino.
Oppure possiamo accorgerci che c'è spazio per molti giardini.
E allora forse, la prossima volta che vedremo una creazione che ci piace davvero, possiamo provare una cosa semplicissima.
Prima di pensare a noi, ai nostri numeri, ai nostri risultati...
fermiamoci. E diciamo:
“Che bello quello che hai fatto.”
Perché la luce che illumina qualcun altro...
non spegne la nostra.

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