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Intelligenza artificiale e uncinetto: il problema non è lo strumento, ma come lo usiamo


 


Questo articolo nasce da una riflessione che mi è venuta ascoltando recentemente un'opinione decisamente contraria all'utilizzo dell'intelligenza artificiale nel mondo creativo e, in particolare, nell'ambito dell'uncinetto.


Quell'opinione mi ha fatto pensare.


Non tanto perché io ritenga che ogni utilizzo dell'intelligenza artificiale sia corretto — tutt'altro — ma perché credo che tra il “va bene tutto” e il “demonizziamo completamente la tecnologia” ci sia uno spazio molto più interessante: quello dell'utilizzo consapevole, trasparente e responsabile.


 

👆Il problema è davvero l'intelligenza artificiale?

Ultimamente si parla sempre più spesso di intelligenza artificiale anche nel mondo dell'uncinetto.

E, come spesso accade quando arriva qualcosa di nuovo, le opinioni sono diametralmente opposte: c'è chi la considera una straordinaria opportunità e chi, invece, la considera quasi una minaccia da cui difendersi.

Io credo che la questione sia molto più semplice.

Non penso che l'intelligenza artificiale debba essere utilizzata per sostituire la creatività, la manualità o la competenza di chi lavora davvero all'uncinetto.

Ma non penso neppure che debba essere considerata uno strumento da demonizzare in qualsiasi circostanza.

Perché il problema, a mio parere, non è l'intelligenza artificiale.

È l'uso che decidiamo di farne.

Una fotografia modificata non rende falso un lavoro reale


Partiamo da un esempio molto concreto.


👉Realizzo un capo all'uncinetto.

Il capo esiste realmente. L'ho progettato, lavorato e fotografato.

Successivamente utilizzo l'intelligenza artificiale per cambiare lo sfondo, creare un'ambientazione particolare, migliorare la presentazione oppure mostrarlo indossato da una modella virtuale.


👉Quel capo continua a essere reale.


✅Il filato è reale.

✅I punti sono reali.

✅Il lavoro manuale è reale.


È cambiato il modo di presentarlo.


E allora perché questo dovrebbe automaticamente trasformarsi in un inganno?

La questione fondamentale è una sola: la trasparenza.

Se un'immagine è stata modificata o realizzata con l'intelligenza artificiale, lo si dichiara.

Non vedo quale sia il problema.🤔🤔

Una bella immagine non cancella il lavoro manuale che c'è dietro.

Non tutti siamo fotografi, stylist e videomaker

C'è poi un aspetto che secondo me viene spesso dimenticato.

Chi crea all'uncinetto non necessariamente possiede una macchina fotografica professionale, luci, fondali, uno studio, una modella o competenze da fotografo e videomaker.

E non è detto che debba possederli.

Una persona può essere straordinariamente competente nella progettazione di un capo e, contemporaneamente, non essere particolarmente brava a fotografarlo.

Sono competenze differenti.

Non credo quindi che si possa sostenere che, per dimostrare il valore di un lavoro handmade, si debba necessariamente essere anche fotografi professionisti.


L'intelligenza artificiale può semplicemente diventare uno strumento creativo in più.


Come lo sono diventati negli anni i programmi di grafica, le applicazioni di fotoritocco, i programmi di montaggio video e tutti quegli strumenti che permettono a persone non professioniste di realizzare contenuti sempre più curati.

Non dobbiamo necessariamente essere esperti di tutto.

Possiamo imparare a utilizzare strumenti diversi per raccontare meglio ciò che facciamo.


⚠️Ma attenzione: qui arriva la parte davvero importante


Questo non significa che tutto ciò che viene prodotto con l'intelligenza artificiale sia corretto.

Anzi.

Ci sono utilizzi dell'IA che considero molto problematici.

Ed è qui che faccio una distinzione netta.

✅Se utilizzo l'IA per presentare meglio qualcosa che esiste, non vedo un problema.

❌Se utilizzo l'IA per inventare qualcosa che non esiste e venderlo come reale, il problema c'è eccome.


Quando un'immagine diventa una promessa


Pensiamo, per esempio, a un bellissimo cardigan generato dall'intelligenza artificiale.


L'immagine può essere spettacolare.😯

Il capo può sembrare perfettamente lavorabile.

Ma se da quella fotografia ricavo un PDF e lo vendo come tutorial o pattern senza aver mai realizzato realmente il cardigan, la situazione cambia completamente.

Chi acquista non sta comprando una semplice immagine.

Sta comprando la possibilità di realizzare quel capo.

E quindi si aspetta che qualcuno abbia verificato che il progetto funzioni.


✅Che i punti siano corretti.

✅Che gli aumenti siano corretti.

✅Che le proporzioni abbiano senso.

✅Che la costruzione sia possibile.

✅Che il risultato promesso sia effettivamente ottenibile.


In altre parole: quel progetto deve essere stato testato.


Qui non si tratta più di essere favorevoli o contrari all'intelligenza artificiale.

Si tratta di correttezza.

👉Un concept non è un tutorial

Questa distinzione, secondo me, dovrebbe diventare fondamentale nel mondo dell'uncinetto.


Un'immagine generata con l'IA può essere:


- un'idea;

- un concept;

- un'ispirazione;

- una reinterpretazione;

- una proposta estetica;

- uno spunto creativo.


Ma non è automaticamente un tutorial.

E non è automaticamente un pattern.


Dire:

“Questa è un'idea generata con l'IA.”

è completamente diverso dal dire:

“Questo è un modello che ho realizzato e testato.”

Sono due affermazioni completamente diverse.

E il pubblico deve poter sapere quale delle due sta guardando.

Anche l'IA può essere utilizzata con onestà

Personalmente ritengo che questa sia la strada più interessante.

Non nascondere l'utilizzo dell'intelligenza artificiale.

Non far finta che una fotografia generata sia una fotografia tradizionale.

Non presentare un concept come un prodotto già realizzato.


Ma utilizzare lo strumento dichiarandolo.


Per esempio, se ho realizzato un capo e voglio mostrarlo in un'ambientazione particolare, posso utilizzare l'IA per costruire quella scena e semplicemente specificare che l'immagine è stata elaborata con l'intelligenza artificiale.


Il pubblico sa cosa sta guardando.

E io non sto togliendo valore al mio lavoro.

Sto semplicemente scegliendo un modo diverso di raccontarlo.

Dobbiamo davvero scegliere tra autenticità e innovazione?

Io non credo.

Possiamo essere tradizionali nel lavoro manuale e moderni nella comunicazione.

Possiamo prendere un uncinetto e un gomitolo e, contemporaneamente, utilizzare strumenti digitali per fotografare, impaginare, montare video, creare contenuti o sviluppare nuove idee.


Le due cose non sono in contraddizione.


Anzi, credo che proprio questa combinazione possa aprire possibilità interessanti.

Il mondo handmade non deve necessariamente rimanere fermo a come comunicava vent'anni fa soltanto perché il lavoro che realizziamo è antico.


L'uncinetto ha una storia lunghissima.


Ma questo non significa che debba essere raccontato sempre nello stesso modo.

Non dobbiamo usare tutti l'IA


👉C'è anche un'altra cosa che trovo importante chiarire.

Non usare l'intelligenza artificiale è una scelta legittima.

Se una persona preferisce fotografare esclusivamente i propri lavori, utilizzare solo fotografie tradizionali e non modificare nulla, va benissimo.

Non deve adeguarsi per forza.

Ma allo stesso modo dovrebbe essere rispettata la scelta di chi decide di utilizzare nuovi strumenti.

Non possiamo trasformare una preferenza personale in una regola universale.


“Non mi piace l'IA” è un'opinione.


“Chi usa l'IA sta facendo qualcosa di sbagliato” è un'altra cosa.


👆E sono due affermazioni molto diverse.


La vera domanda non è “IA sì o IA no”

Forse dovremmo smettere di porci questa domanda.

La domanda interessante è:

👉“Come possiamo utilizzare l'intelligenza artificiale senza perdere autenticità?”

Per me la risposta comprende almeno tre parole:


trasparenza, responsabilità e competenza.


✅Trasparenza, perché dobbiamo dichiarare quando un'immagine è stata generata o modificata.

✅Responsabilità, perché non dobbiamo utilizzare la tecnologia per ingannare chi ci segue o chi acquista.

✅Competenza, perché un tutorial o un pattern devono essere verificati da qualcuno che sappia davvero ciò che sta facendo.


E questo vale indipendentemente dal fatto che dietro ci sia un'intelligenza artificiale oppure un programma di grafica tradizionale.


La tecnologia non sostituisce le mani


Ed è forse questo il punto che mi sta più a cuore.

L'intelligenza artificiale può generare l'immagine di un meraviglioso lavoro all'uncinetto.

Ma non può sostituire quello che succede quando qualcuno prende un uncinetto in mano, sceglie un filato, prova un punto, disfa una riga perché qualcosa non torna, riprova, modifica il progetto e finalmente riesce a trasformare un'idea in qualcosa di concreto.

Quella parte rimane umana.

E rimane, per me, la parte più importante.

Per questo non considero l'intelligenza artificiale una sostituta del lavoro manuale.

La considero uno strumento in più nella nostra cassetta degli attrezzi creativa.

👆Uno strumento potente, certamente.

👆Uno strumento che richiede attenzione e responsabilità.

Ma pur sempre uno strumento.

E forse dovremmo imparare a guardare oltre l'immagine

Viviamo in un'epoca in cui un'immagine può essere costruita, modificata e trasformata in moltissimi modi.

Per questo, forse, dovremmo imparare a non fermarci più soltanto a ciò che vediamo.

Dovremmo chiederci:

👉Questo lavoro esiste davvero?

👉È stato realizzato?

👉È stato testato?

👉La persona che lo propone sa realmente come si costruisce?

👉Ci sta dicendo con chiarezza cosa è reale e cosa è stato creato o modificato digitalmente?


✅Queste sono le domande importanti.


❌Non se l'immagine ci piace oppure no.


❌Non se è stata realizzata con una macchina fotografica o con l'intelligenza artificiale.


Perché una fotografia perfettamente autentica può accompagnare un prodotto inesistente.

E un'immagine realizzata con l'IA può, al contrario, rappresentare in modo creativo un lavoro assolutamente reale.

Non dobbiamo scegliere tra autenticità e innovazione

Credo che il futuro non sarà necessariamente di chi utilizzerà di più l'intelligenza artificiale.

Sarà di chi saprà utilizzarla meglio. Conoscendone i limiti.

Dichiarandone l'utilizzo.

Senza trasformarla in una scorciatoia per sostituire la competenza.

E senza avere paura di sperimentare.

Perché non dobbiamo scegliere tra autenticità e innovazione.


Possiamo avere entrambe.


Possiamo continuare a creare con le nostre mani e utilizzare contemporaneamente strumenti moderni per raccontare ciò che facciamo.

L'importante è non confondere ciò che abbiamo immaginato con ciò che abbiamo realmente realizzato.

E soprattutto ricordarci che, quando parliamo di handmade, dietro una bella immagine dovrebbe esserci ancora qualcosa di molto semplice e molto concreto:


🌷🧶un'idea, delle mani e del filo.




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