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Queste pagine per me sono come un piccolo libro nel quale racconto la mia passione per la creatività, un grosso grazie a chi per poco si sofferma a dare una occhiata e magari a commentare ciò che posto

domenica 2 settembre 2012

Swappiamo

Ritorna il baratto ed è subito tendenza. Vacanze, abiti, accessori e arredamento per un consumo solidale
di Marina Martorana / illustrazione di Adriana Farina
swapping_col_dxSwap, in lingua anglosassone, significa scambio. Sia come sostantivo che verbo, col “to” davanti. E swapping è una declinazione. D’altronde noi italiani, si sa, importiamo tutto in toto. Così, usi e costumi d’oltreoceano arrivano nel Belpaese con il loro nome originario. Da poco più di un annetto è decollata la baratto-mania: vari swap-party organizzati per il pubblico in locali trendy, da nord a sud. Ma questa tendenza modaiola veicola sostenibilità, relazioni sociali, risparmio. E in questo momento di crisi la riscoperta di tali valori è fondamentale. Non solo da un lato economico, soprattutto in senso “socio-affettivo”. Lo swap infatti è portatore anche di un nuovo modo di pensare alla vita e a se stessi. Fa riemergere la solidarietà umana e respingere l’attaccamento oltranzista al dio-quattrino..
Valori ecologici
Le valenze del baratto del Terzo Millennio incidono in sfere più significative che il glamour. Pensiamo al rispetto ambientale. Il senso del riciclare, del non sprecare sono argomenti importanti, di stretta attualità: purtroppo il nostro Pianeta è saturo. Proveniamo da anni di consumismo sfrenato, che hanno generato valanghe di rifiuti e altrettante emissioni di CO2. Se ognuno nel suo piccolo iniziasse a fare attenzione a come si comporta, ne avremmo un beneficio collettivo ecologico. Il messaggio di sostenibilità viaggia quindi in parallelo con lo swap. Come pure quello della socialità, rimasta sacrificata dall’hi-tech imperante. Scambiarsi oggetti o servizi direttamente, sia on che offline, instaura tra persone quella complicità umana che fa rima positiva con “bene, abbiamo fatto un affare”. Crea contatti, rapporti e amicizie. Non ultimo, diamo un’occhiata all’aspetto economico. Dall’euro a oggi i conti fan fatica a quadrare. La criticità che tutti viviamo spinge a trovare strade (lecite) o formule alternative al denaro.

Passato e presente
Nell’antichità, agli albori della civiltà ante-moneta, il baratto tipico “ti do una pecora, tu mi dai il pellame” era sostanziale per darsi reciprocamente una mano con le necessità quotidiane tra cui mangiare, vestirsi, scaldarsi. Adesso può rappresentare un utile complemento, per soddisfare tutte quelle esigenze datate anni Duemila che fan parte del nostro vivere da esseri, come si suol dire, evoluti. Capricci a parte, andare in vacanza a riposare, cambiar borsa oppure cravatta per la propria immagine, imparare o migliorare l’inglese per avere più soddisfazioni socioprofessionali, sono elementi basic. Che però comportano una spesa. Barattando quanto interessa o piace con altri si può ottenere lo stesso risultato. A costo zero.
Di casa in casa
swapping_col_sxPremesso che la permuta è disciplinata dal nostro codice civile (articolo 1552 e seguenti), si può swappare senza problemi di tutto, oggetti e servizi. Da abbigliamento per adulti e bambini ad arredo, accessori domestici, telefonini, computer sino a moto, camper, yacht. Come pure la casa per andare in vacanza. Mettendosi d’accordo sui vari dettagli del caso in via del tutto personale. Se una famiglia con quattro componenti vive, poniamo, a Roma e un’altra abita sulle Dolomiti, può essere di reciproco interesse scambiarsi per una quindicina di giorni, meno o più, le proprie abitazioni. Un nucleo familiare per visitare arte e cultura della città eterna e l’altro per trascorrere del sano relax tra montagne uniche al mondo. L’homeexchange è un’usanza già molto diffusa all’estero, sia per risparmiare sull’affitto che spicca tra i più salati costi vacanzieri, sia per vivere un’esperienza diversa, intensa e all’insegna della solidarietà. Noi italiani siamo un popolo conservatore nel DNA, molto attaccati al focolare domestico. Però, vuoi per bisogno, vuoi per tendenza, questa prassi informale di viaggiare qua e là ci sta conquistando sempre più.

Consulenze e servizi
Nello stesso, identico modo si possono swappare cose non materia li, ovvero consulenze e servizi. Tre ore di inglese a settimana contro altrettante di giardinaggio, per esempio. E per far funzionare questo meccanismo sociale sono attive le Banche del Tempo. In pratica, ci si associa e si mette a disposizione il proprio tempo, in relazione a quanto si sa fare, comprese le torte di mele. I principali riferimenti , cui fan capo centinaia di singole realtà dal Trentino alla Sicilia, sono Tempomat www.tempomat.it e l’Associazione Nazionale Banche del Tempo www.bdtitalia.altervista.org: nei siti sono presenti tutti gli indirizzi e le info.
Ma dove barattare?
Su Internet, i portali specifici nel baratto più seri e gettonati (la cui iscrizione è gratuita) sono www.zerorelativo.it e www.suesu.it. Chiunque, dopo essersi reg istrato, può pubblicare online gli annunci spiegando quel che offre e rispondere alle richieste altrui. Si swappa anche al www.iloveshoppingswapclub.style. it, il website ideato da Tamara Nocco, bolognese che per prima ha creduto in questo tocco innovativo nel lifestyle. La società che ha creato di recente per organizzare eventi nel segno del baratto, con la consulente di eco-marketing Francesca Caprioli è www.swapclub.it: qui ci sono a nche le date degli swapparty e di altre iniziative sulla scia in cantiere. Così anche cliccando su www.atelierdelriciclo.it, il polo milanese degli swap - event escogitato dalle giornaliste Grazia Pallagrosi e Chiara Bettelli. A Mestre (VE), all’interno del parco della Bissuola, esiste proprio il Bar Baratto www.baratto.org: un locale pubblico allestito di scambio in scambio, tipo panini e bibite per sedie. E di solito, ogni mese di maggio, organizzano nell’area verde circostante il Festival del Baratto: si porta ed espone quanto si desidera swappare. Unico nel suo genere anche il Bed & Breakfast VillaVillaColle a Bosa (OR), Sardegna, http://avillavillacolle.blogspot.com. Pensato da marito e moglie, gli scultor i cera m isti A lf redo e Ilaria Meschi, qui si prenotano weekend o vacanzine tutto l’anno con accordi personali di scambio: l’ospite magari insegna a suonare la chitarra, o a preparare la torta di mele biologica.


FONTE : YOGA YOURNAL

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